Primato della coscienza e definizione di cattolico

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Primato della coscienza e definizione di cattolico

Messaggio Da Odino il Ven Nov 14, 2008 7:03 pm

Allora, qual è lo scopo di questo thread? Lo scopo è trovare una risposta all'annosa domanda:
Quali attributi deve possedere una persona per definirsi cattolico?

Partiamo da alcuni punti.

1) La conoscenza dei dogmi.
2) La conoscenza e l'accettazione dei dogmi.
3) Conoscenza e accettazione del "Simbolo niceno-costantinopolitano"
4) Aderire ideologicamente a tutti i precetti, le credenze i divieti e le posizioni (anche politiche) della CCAR.
5) Comportarsi secondo tutti i precetti, le credenze, i divieti della CCAR.
6) Aderire ideologicamente e seguire tutti i precetti, le credenze, i divieti e le posizioni (anche politiche) della CCAR.
7) Essere battezzato.

Il punto primo dice: "Un cattolico , per definirsi tale, deve conoscere tutti i dogmi della chiesa".
I dogmi, lo ricordo, sono (per comodità li prendo da qui):

Dio è uno e trino
Ha assunto la forma di dogma durante il concilio di Costantinopoli del 381. Dio è uno solo in tre persone: Dio-Padre, Dio-Figlio e Dio-Spirito Santo. Le persone divine sono distinte tra loro, ma la loro distinzione non divide l’Unità divina.

Gesù Cristo è il Figlio unigenito di Dio, generato ma non creato consustanziale al Padre, eterno e immutabile
Fu proclamato nel primo concilio di Nicea (325): Gesù Cristo è il Figlio di Dio, è stato generato prima dei secoli, ma non è una creatura di Dio, ed è della stessa sostanza del Padre.

Maria è Madre di Dio
Dogma proclamato dal concilio di Efeso (431). Maria è Madre di Dio perché è madre di Gesù. Infatti, colui che è stato concepito per opera dello Spirito Santo e che è diventato veramente suo figlio, è il Figlio eterno di Dio Padre. E’ Dio egli stesso.

Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo
Gesù Cristo, nell’unità della sua persona divina, ha due nature inscindibili, quella umana e quella divina, ed è perfetto quanto alla divinità e perfetto quanto alla umanità (concili di Efeso, 431, e di Calcedonia, 451).

Maria è sempre vergine
Il II concilio di Costantinopoli, nel 553, sancì la perpetua verginità di Maria: prima, durante e dopo il parto di Gesù Cristo. Quando i Vangeli parlano di “fratelli e sorelle di Gesù”, si tratta di parenti prossimi.

Il purgatorio esiste
E’ lo stato di quanti muoiono nella grazia di Dio, ma, anche se sono sicuri della loro salvezza eterna, hanno ancora bisogno di purificazione. La dottrina del Purgatorio fu sancita come dogma nei concili di Firenze (1439) e di Trento (1545-1563).

Transustanziazione
E’ la conversione del pane e del vino nel corpo e nel sangue di Cristo, al momento della consacrazione. La transustanziazione divenne dogma nel 1215, nel IV concilio Laterano, e fu confermata dal concilio di Trento, quando la Chiesa cattolica, in seguito alla riforma protestante, stabilì i confini dell’ortodossia.

Immacolata concezione
Proclamata da papa Pio IX l’8 dicembre 1854, satbilisce che la Vergine Maria è stata concepita pura, senza peccato originale. E’ cioè stata preservata dalla condanna universale del peccato fin dal concepimento.

Infallibilità papale
Il dogma è contenuto nella costituzione Pastor aeternus approvata dal Concilio Vaticano I il 18 luglio 1870. Afferma che il papa deve essere considerato infallibile quando parla ex cathedra, cioè quando esercita il suo “supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani” e “definisce una dottrina circa la fede e i costumi”. Pertanto quanto da lui stabilito vincola tutta la Chiesa per sempre.

Assunzione di Maria
E’ l’ultimo dogma, proclamato da papa Pio XII il 1° novembre 1950. Indica che la Madonna, finito il corso della sua vita terrena, fu “assunta” (cioè accolta) in Paradiso con l’anima e con il corpo, accanto al Figlio e a Dio Padre.

Il secondo punto dice: "Un cattolico, per definirsi tale, deve conoscere e credere ai dogmi della CCAR"

Il terzo punto è la conoscenza e l'accettazione del Credo nella versione della CCAR.

Il quarto punto è gia più complesso e richiede di aderire ideologicamente a tutti i precetti, le credenze e i divieti della CCAR. In pratica cheide di credere che tutti i divieti e gli obblighi decretati e imposti dalla CCAR siano giusti. Del tipo "Masturbarsi è sbagliato perché lo dice la CCAR e io sono ideologicamente d'accordo" o "Il sesso anale è un abominio perché contro natura". In pratica bisogna pensarla ma non necessariamente agire come dice la CCAR. Il quarto unto dice anche che bisogna aderire ideologicamente alle posizioni della CCAR. Tipo "Il relativismo è male e sono d'accordo con la CCAR".

Il quinto punto prevede l'osservanza di tutti i precetti, le credenze e i divieti della CCAR ma non prevede l'adesione ideologica a tali posizioni. Tipo: "la contraccezione è vietata dalla CCAR e io da cattolico devo seguire i suoi divieti però non sono d'accordo, devo seguire tale divieto ma secondo me la CCAR si sbaglia su questo punto".

Il sesto punto è in pratica il quarto e il quinto punto assieme. Seguire ed aderire ideologicamente alla direttive, i divieti e le posizioni della CCAR.

Il punto sette è semplice. Un cattolico, per definirsi tale, deve aver ricevuto il battesimo

Se alcuni mesi fa mi avessero posto la domanda:
Quali attributi deve possedere una persona per definirsi cattolico?
Io avrei risposto: deve aderire ai punti 2),3),6) e 7).

Ma avrei sbagliato.

E si, perché la CCAR durante il Concilio Vaticano II si è inventata un giochetto interessante: "Il primato della coscienza".

Vi riporto un pezzo significativo di un testo di Ratzinger del 1991 intitolato "Elogio della coscienza".
Il testo intero lo trovate qui.

Ecco il testo:
Nell’attuale dibattito sulla natura propria della moralità e sulle modalità della sua conoscenza, la questione della coscienza è divenuta il punto nodale della discussione, soprattutto nell’ambito della teologia morale cattolica. Tale dibattito ruota intorno ai concetti di libertà e di norma, di autonomia e di eteronomia, di autodeterminazione e di determinazione dall’esterno mediante l’autorità. La coscienza vi è presentata come il baluardo della libertà di fronte alle limitazioni dell’esistenza imposte dall’autorità. In tale contesto vengono così contrapposte due concezioni del cattolicesimo: da un lato sta una comprensione rinnovata della sua essenza, che spiega la fede cristiana a partire dalla libertà e come principio della libertà e, dall’altro lato, un modello superato, "pre-conciliare", che assoggetta l’esistenza cristiana all’autorità, la quale attraverso norme regola la vita fin nei suoi aspetti più intimi e cerca in tal modo di mantenere un potere di controllo sugli uomini. Così "morale della coscienza" e "morale dell’autorità" sembrano contrapporsi tra di loro come due modelli incompatibili; la libertà dei cristiani sarebbe poi messa in salvo facendo appello al principio classico della tradizione morale, secondo cui la coscienza è la norma suprema, che dev’essere sempre seguita, anche in contrasto con l’autorità. E se l’autorità — in questo caso: il Magistero ecclesiastico — vuol parlare in materia di morale, può certamente farlo, ma solo proponendo elementi per la formazione di un autonomo giudizio alla coscienza, la quale tuttavia deve sempre mantenere l’ultima parola. Tale carattere di ultima istanza proprio della coscienza viene ricondotto da alcuni autori alla formula secondo cui la coscienza è infallibile.

Non di meno può sorgere, a questo punto, una contraddizione. È fuori discussione che si deve sempre seguire un chiaro dettame della coscienza, o che almeno non si può mai andare contro di esso. Ma è questione del tutto diversa se il giudizio di coscienza, o ciò che uno prende come tale, abbia anche sempre ragione, se esso cioè sia infallibile.

Infatti se così fosse, ciò vorrebbe dire che non c’è nessuna verità — almeno in materia di morale e di religione, ossia nell’ambito dei fondamenti veri e propri della nostra esistenza. Dal momento che i giudizi di coscienza si contraddicono, ci sarebbe dunque solo una verità del soggetto, che si ridurrebbe alla sua sincerità. Non ci sarebbe nessuna porta e nessuna finestra che potrebbe condurre dal soggetto al mondo circostante e alla comunione degli uomini. Chi ha il coraggio di portare questa concezione fino alle sue ultime conseguenze arriva alla conclusione che non esiste dunque nessuna vera libertà e che quelli che supponiamo essere dettami della coscienza, in realtà non sono altro che riflessi delle condizioni sociali. Ciò dovrebbe condurre alla convinzione che la contrapposizione tra libertà e autorità lascia da parte qualcosa; che dev’esserci qualcosa di ancor più profondo, se si vuole che libertà e, quindi, umanità abbiano un senso.

In pratica dice: La tua coscienza prevale sulle direttive della CCAR.

Naturalmente se pecchi poi saranno cavoli amari tuoi.
Incredibile vero.
La risposta esatta alla domanda:
Quali attributi deve possedere una persona per definirsi cattolico?
è, quindi, da un punto di vista strettamente dottrinale 2),3) e 7).

Naturalmente io ritengo estremamente ipocrita tale "primato della coscienza".
Ritengo che sia solo l'ennesimo tentativo della CCAR, di fronte ad un società sempre più secolarixzzata ed a persone sempre meno osservanti dei dettami della CCAR, di farsi scappare meno credenti possibili alleggerendo i requisiti per definirsi cattolici.

Voi cosa ne pensate?

saluti
Luigi
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Re: Primato della coscienza e definizione di cattolico

Messaggio Da Libero il Sab Nov 15, 2008 1:53 pm

E' un nuovo gioco di prestigio della chiesa, si da piu libertà per non perdere credenti e far numero, tenendoli però sotto tortura con la solita e blasonata punizione divina e per far continuare a rispettare i soliti dogmi, a chi gia li rispettava. Se sono arrivati a questo mezzuccio vuol dire che sono sempre piu in crisi.

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Re: Primato della coscienza e definizione di cattolico

Messaggio Da davide il Sab Nov 15, 2008 1:58 pm

Libero ha scritto:E' un nuovo gioco di prestigio della chiesa, si da piu libertà per non perdere credenti e far numero, tenendoli però sotto tortura con la solita e blasonata punizione divina e per far continuare a rispettare i soliti dogmi, a chi gia li rispettava. Se sono arrivati a questo mezzuccio vuol dire che sono sempre piu in crisi.
Non è così. Ragazzi, non perdiamo di vista la realtà: il fatto che ci piacerebbe tantissimo che la chiesa fosse in crisi, non significa che lo sia.
In realtà, è solo l'ennesimo espediente per cercare di dare un disegno coerente alle infinite contraddizioni logiche i loro dogmi e il loro credo impongono, e che sono chiare e palesi a chi ha la mente sgombra come noi atei, ma che sembrano perfettamente plausibili ai plagiati.
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Re: Primato della coscienza e definizione di cattolico

Messaggio Da Libero il Lun Nov 17, 2008 7:18 pm

davide ha scritto:
Libero ha scritto:E' un nuovo gioco di prestigio della chiesa, si da piu libertà per non perdere credenti e far numero, tenendoli però sotto tortura con la solita e blasonata punizione divina e per far continuare a rispettare i soliti dogmi, a chi gia li rispettava. Se sono arrivati a questo mezzuccio vuol dire che sono sempre piu in crisi.
Non è così. Ragazzi, non perdiamo di vista la realtà: il fatto che ci piacerebbe tantissimo che la chiesa fosse in crisi, non significa che lo sia.
In realtà, è solo l'ennesimo espediente per cercare di dare un disegno coerente alle infinite contraddizioni logiche i loro dogmi e il loro credo impongono, e che sono chiare e palesi a chi ha la mente sgombra come noi atei, ma che sembrano perfettamente plausibili ai plagiati.

Ok forse sono stato troppo ottimista, pero non posso credere, che a forza di mettere carte su carte il castello non cada. La storia ce lo ha dimostrato, piu la scienza e il libero pensierio vanno avanti piu aggiungono contraddizioni su contraddizioni, io credo che alla fine anche il piu plagiato avra qualche dubbio, magari chissà andremo avanti ancora per secoli, ma prima o poi dovrà succedere !!!!!

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Re: Primato della coscienza e definizione di cattolico

Messaggio Da Cristiulì il Lun Nov 17, 2008 9:09 pm

davide ha scritto:
Non è così. Ragazzi, non perdiamo di vista la realtà: il fatto che ci piacerebbe tantissimo che la chiesa fosse in crisi, non significa che lo sia.
In realtà, è solo l'ennesimo espediente per cercare di dare un disegno coerente alle infinite contraddizioni logiche i loro dogmi e il loro credo impongono, e che sono chiare e palesi a chi ha la mente sgombra come noi atei, ma che sembrano perfettamente plausibili ai plagiati.


Purtroppo hai ragione, alle messe non ci va nessuno, ma quando si parla di morale,
sono tutti cattolici ferventi.
Altro che coerenza, danno giudizi su cose che neanche conoscono.
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Re: Primato della coscienza e definizione di cattolico

Messaggio Da davide il Mar Nov 18, 2008 1:27 am

Cristiulì ha scritto:

Purtroppo hai ragione, alle messe non ci va nessuno, ma quando si parla di morale,
sono tutti cattolici ferventi.
Altro che coerenza, danno giudizi su cose che neanche conoscono.
Non vorrei fare la figura del bastian contrario, ma... Anche qui, non è esattamente vero ciò che scrivi. Sicuramente ci saranno zone in cui le parrocchie sono deserte come certi paesini dei film western spaghetti. Io però, qui a Varese, vivo proprio davanti ad una chiesa (sigh), e ti posso garantire che la gente non manca mai. Ti dirò di più, non è piena solo la domenica, ma pure di sabato!!! Mad Poi molto probabilmente, anzi ne sono certo, la grande maggioranza di loro vota lega, FI o AN ed è tutta un "daghèla al terùn" o al "negher", ma questo è un altro discorso....
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Re: Primato della coscienza e definizione di cattolico

Messaggio Da Libero il Mar Nov 18, 2008 4:37 pm

davide ha scritto:
Cristiulì ha scritto:

Purtroppo hai ragione, alle messe non ci va nessuno, ma quando si parla di morale,
sono tutti cattolici ferventi.
Altro che coerenza, danno giudizi su cose che neanche conoscono.
Non vorrei fare la figura del bastian contrario, ma... Anche qui, non è esattamente vero ciò che scrivi. Sicuramente ci saranno zone in cui le parrocchie sono deserte come certi paesini dei film western spaghetti. Io però, qui a Varese, vivo proprio davanti ad una chiesa (sigh), e ti posso garantire che la gente non manca mai. Ti dirò di più, non è piena solo la domenica, ma pure di sabato!!! Mad Poi molto probabilmente, anzi ne sono certo, la grande maggioranza di loro vota lega, FI o AN ed è tutta un "daghèla al terùn" o al "negher", ma questo è un altro discorso....

Parlando sempre per quello che vedo qua da me, sono piu che altro gli anziani che continuano ad affollare le chiese, le nuove generazioni appena superano l' obbligo che i genitori gli impongono, diciamo intorno ai 14, 15 anni, non ci mettono piu piede. E piu parlo con persone della loro età e piu mi sembrano tutti tendenti all' agnosticismo.

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Re: Primato della coscienza e definizione di cattolico

Messaggio Da davide il Mer Nov 19, 2008 2:03 am

Beato te che vivi in una zona civilizzata. Qui anche i miei vicini di casa, con i quali non c'è molta differenza d'età, non ne perdono una.... No
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